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Sicilgesso abbraccia il riciclaggio creativo, i rifiuti si fanno arte

Una statua con i residui di lavorazione del gesso naturale, conchiglie e tanti altri materiali di recupero.

Scegliere Sicilgesso significa scegliere un’Azienda che custodisce nel proprio DNA l’arte di plasmare il GESSO, materiale dalle tante proprietà storicamente riconosciute. Inoltre significa scegliere un’Azienda attenta alla tutela dell’ambiente, da sempre consapevole del contributo che l’industria del gesso offre alla società, in termini economici, di innovazione tecnologica e progettuale, di sicurezza nelle costruzioni ed in particolare di sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi energetici. 

Valori che trovano declinazione concreta nella scultura VENERE GÝPSOS, opera dell’artista Paolo Nicolai in esposizione nell’ambito della Cerimonia di premiazione del Concorso internazionale di design Botticino Classico® Coffee Table Challenge promossa del Gruppo MGI in occasione della design week milanese. Non solo da vedere ma anche da toccare per apprezzare anche con le mani la narrazione che si cela dietro a questo straordinario patrimonio di saper fare ‘sicilgessiano’, in chiave innovativa e con un’interpretazione artistica coraggiosa, originale e colta. 

Nicolai, che ha fatto della poetica del ‘riciclo’ la propria cifra stilistica, ha creato una statua la cui  componente principale è l’utilizzo degli scarti della lavorazione post-industriale del gesso  sapientemente mixati con altri materiali che evocano la Sicilia. Un moodboard in cui le cave di gesso, il mare con le sue conchiglie e i colori forti del cielo e del sole siciliano si contaminano in una molteplicità di suggestioni. Questa l’arte di Nicolai, artista toscano che trasforma la polvere di ‘gesso’ in meraviglia facendo leva sui concept della naturalità, della bellezza e sulle prestazioni di lavorabilità, resistenza e performance del materiale che metaforicamente si traslano come valori del brand. 

Materiale 

A partire dagli anni Sessanta, Sicilgesso lavora gesso italiano di primissima qualità esatto in giacimenti di proprietà. Il controllo dell‘intero processo produttivo permette una gestione puntuale della produzione, mentre la tecnologia legata alla cottura ed al know how per la produzione di intonaci permette di accrescerne le prestazioni di lavorabilità, resistenza e performance termiche. Il processo di cottura della pietra di gesso sviluppato da Sicilgesso, unitamente ai controlli continui, effettuati dal laboratorio interno sul mantenimento del prodotto all‘interno di range stabiliti, garantisce una materia prima di elevata qualità e con caratteristiche costanti. Il gesso è un materiale prezioso per l’edilizia: permette di ottenere superfici fini e lisce; è resistente al fuoco, termoisolante e fonoisolante. Inoltre, è molto versatile, si presta per molteplici applicazioni. È uno dei pochi materiali da costruzione per il quale il riciclo “a ciclo chiuso” è possibile, per esempio gli sfridi possono essere impiegati per fabbricare il medesimo prodotto con le medesime prestazioni. I prodotti possono essere triturati e ridotti in polvere fine che viene re-introdotta, in percentuali stabilite, nel processo produttivo. I prodotti a base gesso sono fabbricati con basso consumo di energia (cuoce a basse temperature) e con basse emissioni nell’ambiente (l’emissione più significativa del processo produttivo è il vapore acqueo in fase di cottura). Il ciclo di vita dei prodotti a base gesso è sostenibile ed, essendo naturali, sono completamente riciclabili, all’infinito. Tali caratteristiche ne fanno un materiale particolarmente adatto alla bioedilizia

Punti Chiave 

ECOLOGIA. Tutto rigorosamente realizzato con semplici e comuni materiali di scarto industriale (pietra di gesso, intonaco e rasante a base gesso, reti di armatura) che prendono vita e si trasformano in scultura. In un’epoca in cui è sempre più costoso lo smaltimento e sempre più importante preservare il Pianeta occorre riflettere su un possibile riutilizzo. Un concept fondato sul desiderio di restituire vita, grazie al linguaggio dell’arte, ai materiali che ogni giorno diventano rifiuti. 

BELLEZZA. Quella classica, quella strettamente correlata all’armonia e alla proporzione. Il modello per eccellenza è quello delle divinità, sculture votive a scopo propiziatorio, frontali nell’impostazione della figura che sembrano chiedere benevolenza. È dunque Venere il soggetto rappresentato in un corpo sensuale ma anche lacerato, che rimarca il doloroso sfregio alla Natura. Il savoir faire del passato è posto in dialogo con quello del nostro tempo, definendo un’estetica nuova. 

MATERIA. L’aspetto prettamente materico è portatore di una rinnovata sensualità, tutta da toccare. Un mix & match che inverte il punto di vista per concedere nuove sensazioni, percettive ed emozionali. Lo sguardo dell’Artista affonda in materiali “non ortodossi“, “scarti” che si fanno concept ma anche metodo. Non utilizza il ‘gesso’ casualmente, esso si fa essenza. Lo miscela con conchiglie frantumate, con una grande potenzialità. Il risultato è un universo poliedrico e sartoriale in cui la matrice materica si sviluppa in infinite consistenze che regalano altrettante sensazioni, ruvidità, morbidezza, porosità e tantissime sfaccettature tattili. 

COLORE. Esplosivo. C’è l’azzurro intenso del cielo, il blu cristallino del mare e il verde delle riserve naturali nelle loro infinite sfumature. Sono i colori che fanno da cornice all’isola più grande del Mediterraneo, la Sicilia. Nicolai li traduce in scelte cromatiche visionarie. Per lui le nuance sono vibrazioni che annunciano tensione, anima, passione, una tavolozza dirompente che accende un universo fatto quasi solo di colore. 

Soggetto 

Venere non è solo la dea dell’Amore ma è anche venerata dai naviganti per le sue capacità di rendere bella e sicura la navigazione. Secondo un’antica narrazione Afrodite nacque dal sangue fuoriuscito dagli organi sessuali di Urano, che furono tagliati da Cronos su istigazione della madre Gaia. Il sangue, cadendo dal cielo, si mischiò con le onde del mare generando in questo modo Afrodite la “donna nata dalle onde”. È lei, inoltre, che rende bella anche la terra essendo la dea della primavera in fiore. In Occidente il suo culto si diffuse maggiormente in Sicilia, sul monte Erice. Dalla Sicilia il culto si diffuse in Italia sino a Roma dove fu venerata con il nome di Venere Ericina. Diodoro Siculo diede una sua versione sul perché dell’appellativo “Ericina”: Erice era figlio di Afrodite e di Buta, re locale della Sicilia. Egli, divenuto, a sua volta, re, fondò una città che prese il suo nome, la collocò su una rocca e, nel punto più alto, edificò un santuario dedicato alla madre. La dea dimostrò particolare affetto per la città di Erice e per questo fu chiamata Venere Ericina. 

È per noi un grande piacere essere stati chiamati a rimarcare in occasione della cerimonia di premiazione della competizione internazionale Botticino Classico® Coffee Table Challenge il valore dei materiali naturali. La natura produce organicamente una varietà di minerali che mostrano caratteristiche non facilmente replicabili nei materiali artificiali. Si rende quindi quanto mai urgente rivedere l’attuale modello produttivo del settore delle costruzioni per migliorare la gestione dell’intera catena del valore, ma non solo. In ogni ambito, dobbiamo imparare a promuovere il riciclo creativo ” sottolinea l’Ing.Alberto Di Cristofalo, Direttore Generale. “Visiva ma allo stesso tempo profondamente tattile, quest’opera è un agglomerato di oggetti che irradiano energia. Toccandola, sembra pulsare. Con la sua superficie talvolta soffice, talvolta ruvida, un po’ liscia, a volte graffiante e appuntita, crea un’atmosfera originale e dirompente. Se da un lato a prevalere è la staticità dei volumi, dall’altro è la dinamicità della tensione a vincere l’inerzia. Ci fa riflettere”. 

L’appuntamento è alla Cerimonia di premiazione del Botticino Classico® Coffee Table Challenge che si svolgerà Giovedì 9 Giugno 2022, Ore 17.00 presso il DDN Hub in Piazza del Cannone, Milano (Ingresso ufficiale accanto alla TRIENNALE). 

Scarica il comunicato stampa

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Paolo Nicolai (Carrara, 1971) frequenta il Liceo Classico, successivamente si iscrive alla Scuola di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Dopo la laurea inizia l’attività professionale, progettando e realizzando molti interventi. Negli ultimi anni approda ad un’originale sintesi che prende forma in opere scultoree: si evidenzia in lui un’evoluzione, la ricerca di un’intensa tridimensionalità realizzando statue che derivano dall’architettura classica, con dinamismo affidato a superfici sinuose, ruvide e graffianti in cui la materia è protagonista nella creatività del riciclo. «Le materie prime finiranno, questo è un dato certo. Noi continuiamo a riutilizzarle, riciclarle, ma in questi vari passaggi perdono parte delle loro potenzialità. Immagino l’arte come elevazione dello spirito, per l’umanità, quando le materie prime importanti termineranno utilizzeremo anche per l’arte gli scarti, quindi la plastica sarà il “nuovo marmo”, il rame sarà il “nuovo bronzo” e via discorrendo. Lo scarto vivrà una nuova vita, più nobile e ricca di significato. È l’attualità della materia distopica, in questo senso per me l’arte è ricerca continua tesa all’emersione del valore espressivo di questi, nuovi, rifiuti» afferma. La continua ricerca amplifica la circolarità dell’economia e immagina le sue opere come reperti di ritrovamenti futuri, di un’archeologia post moderna in cui la plastica, con la sua persistenza millenaria, lascerà un segno indelebile. [Scarica la brochure]

Finalista con l’opera TIMEO DANAOS nella categoria “Industrial Design” al Ro Plastic Prize 2020 e sempre nello stesso mese (settembre) finalista con DIVINITÀ INQUINATA all’Ecofestival Plastica d’A-MARE di Roma. Collabora con numerose aziende, tra cui Bencore, Kep Italia, Nicolai Engineered Stone Tools, Gruppo Mazzini, Bici Arredamento e molte altre. Le sue opere sono presenti in Collezioni Private di tutto il mondo (Abu Dhabi, Basilea, Berlino, Parigi, Perth, Milano, Roma).

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